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MILANO

Un disoccupato si suicida e i nostri pagano i migranti L’amico del popolo di Roberto Poletti

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L'altro giorno, leggendo i quotidiani, mi hanno colpito due notizie diverse ma che io lego profondamente una all'altra.

La prima riguardava l'iniziativa della Regione Friuli Venezia Giulia che, in mancanza di soluzioni migliori e non potendo proprio mantenere tutti, ha deciso di offrire 3.500 euro in denaro sonante a quei profughi migranti richiedenti asilo che decidono di tornare al loro Paese senza più far rientro in Italia.

La seconda, data con molta meno evidenza (ho fatto quasi fatica a trovarla, a dire il vero...) dava conto del suicidio di una persona di 56 anni che, sempre in Friuli Venezia Giulia, non riusciva a trovar lavoro: l'ha trovato senza vita la moglie.

Immediatamente ho collegato le due cose. Perché non è giusto. Non è giusto pagare i profughi per andarsene utilizzando risorse pubbliche. E non è giusto non utilizzare il denaro di tutti noi per dare sostegno a chi è disperato. Perché poi il risultato pratico è presto raggiunto: gli immigrati arrivano e sanno di ricever soldi e assistenza per il solo fatto di esistere, mentre gli italiani si sentono abbandonati al punto di farla addirittura finita.

Il razzismo lo creano i politici incapaci. Che usano male le nostre risorse. E, per riparare il danno, tiran fuori altri soldi. Sempre dal nostro portafoglio, ovvio.

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Autore:plt

Pubblicato il: 24 Gennaio 2017

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