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La colomba da Alboino a oggi Origini della leggenda che lega il dolce alla Pasqua; chi sono i «master-chef» nostrani

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(bgf) Vi sono leggende che vorrebbero far risalire questo dolce pasquale in epoca longobarda, addirittura al re longobardo Alboino (foto qui a fianco) che durante l’assedio di Pavia a metà del VI secolo si vide offrire, in segno di pace, un pandolce a forma di colomba. Nella fattispecie, il perverso vincitore della battaglia volle in dono dodici ragazzine di 16 anni vergini con le quali soddisfare i propri porci comodi. Ricevendo i doni, però, e apprezzando prima la colomba, si lasciò sfuggire la frase: «Oggi sarà il giorno della colomba, si mostri rispetto per ogni colomba!». Dunque, quando toccò alle ragazzine terrorizzate presentarsi, ciascuna di esse rispose di chiamarsi... Colomba! In questo modo il re voglioso fu costretto a recedere dalle sue depravazioni. Un’altra leggenda vuole la colomba pasquale legata alla regina longobarda Teodolinda e all’abate irlandese San Colombano. La leggenda vuole che egli, al suo arrivo in città intorno al 612, venisse ricevuto dai sovrani longobardi e invitato con i suoi monaci ad un sontuoso pranzo. Gli furono servite numerose vivande con molta selvaggina rosolata, ma l’abate rifiutò quelle carni troppo ricche servite in un periodo di penitenza come la Quaresima. La regina Teodolinda si offese, non capendo, ma l’abate superò con diplomazia l’incresciosa situazione affermando che avrebbe consumato le carni solo dopo averle benedette. Colombano alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane, bianche come la tunica monastica di Colombano. Il prodigio colpì molto la regina che comprese la santità dell’abate e si prostrò.

Per quanto riguarda invece la tradizione più... golosa, tra i must di Milano e dintorni c’è la colomba della storica pasticceria «Besuschio» di Abbiategrasso e quella del bistrot metropolitano «Pavé». In Brianza, da segnalare quella di Jean Marc Vezzoli, pasticciere del panificio «Longoni» di Carate. Per gli amanti del cioccolato, il punto di riferimento non può che essere il campione del mondo di cioccolateria Davide Comaschi della Pasticceria Martesana di Milano, con crema di cioccolato all’arancia. Infine, visto che la leggenda nasce a Pavia, non si può dimenticare «Vigoni», la pasticceria più antica della città, diventata celebre anche per la torta Paradiso.

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Autore:bgf

Pubblicato il: 28 Marzo 2017

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