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Ma esistono ancora dei “leciti risparmi fiscali” facilmente conseguibili? A cura del dott. Maurizio Dal Mas

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MERATE (afm) I metodi legali per pagare meno tasse esistono e sono spesso molto più semplici ed utilizzabili di quanto si possa pensare, basta seguire le agevolazioni che lo stesso Legislatore concede ai contribuenti.

Prendiamo il caso di un imprenditore che possieda una partecipazione o di una persona fisica che abbia ereditato un terreno: la Legge di Bilancio per il 2017 ha prorogato, per la quattordicesima volta, al 30 giugno 2017, la possibilità di rideterminare il costo di acquisto di partecipazioni in società non quotate e di terreni, da parte di persone fisiche per operazioni estranee all’attività di impresa. L’aliquota per la rivalutazione del costo dei terreni (agricoli o edificabili) e delle partecipazioni in società di qualsiasi tipo, purchè non negoziate in mercati regolamentati, è dell’8%; aliquota, questa, quasi sempre ben inferiore all’aliquota ordinaria che si applica in caso di “normale” cessione delle quote. Un semplice calcolo sviluppato dal proprio commercialista potrà evidenziare la convenienza.

La rivalutazione può essere eseguita se i terreni e le partecipazioni sono detenuti alla data del 1° gennaio 2017, e consegue effetti solo se si redige un’apposita perizia di stima entro il 30 giugno 2017, che è anche la data ultima per versare l’imposta sostitutiva dovuta, ovvero la prima rata. L’imposta sostitutiva va applicata sul valore complessivo del bene come definito dalla perizia, indipendentemente dal prezzo di acquisto del terreno o della partecipazione, con un’aliquota dell’8% che si presenta, a differenza di anni fa, unica sia per terreni agricoli o edificabili posseduti a titolo di proprietà, nuda proprietà, usufrutto, sia per le partecipazioni qualificate che per le partecipazioni non qualificate. La rivalutazione dei terreni è uno strumento utile per ridurre la tassazione sull’eventuale plusvalenza derivante dalla loro cessione a titolo oneroso.

La perizia di stima deve essere redatta da un ingegnere, architetto, geometra, dottore agronomo, agrotecnico, perito agrario o perito industriale edile ed asseverata presso un Tribunale, un giudice di pace o un notaio. La rivalutazione delle partecipazioni, invece, deve avvenire mediante la redazione di una perizia riferita all’intero patrimonio sociale, indipendentemente dal fatto che oggetto della rivalutazione sia solo una quota delle partecipazioni detenute nella società. In questo caso, il costo della perizia può essere alternativamente:

• sostenuto da parte dei soci interessati alla rivalutazione della propria quota di partecipazione (diventa un costo incrementativo del valore della partecipazione);

• sostenuto da parte della società (diventa un costo della società deducibile in quote costanti nell’esercizio e nei 4 successivi).

La perizia di stima deve essere redatta da un dottore commercialista, esperto contabile, revisore legale dei conti o perito iscritto alla CCIAA e asseverata presso un Tribunale, un giudice di pace o un notaio.

Facciamo un esempio.

Il sig. Marco Mandelli (nome di fantasia) detiene una partecipazione pari al 35% del capitale sociale della società Immobiliare Alta Brianza Srl (nome di fantasia). Il capitale sociale è pari a 100.000 euro e il costo fiscale della partecipazione del sig. Marco Mandelli è di 50.000 euro.

Il sig. Marco Mandelli intende vendere la propria partecipazione al fratello Giovanni. I soci danno incarico al commercialista della società affinchè rediga la perizia di stima alla data del 1° gennaio 2017 del patrimonio netto sociale: emerge un patrimonio netto stimato pari a 1.250.000 euro. Il valore della quota di partecipazione del 35% al capitale sociale della Immobiliare Alta Brianza Srl posseduta dal sig. Marco Mandelli, pertanto, ammonta a 437.500 euro, ed è per questo corrispettivo che i fratelli si accordano per l’acquisto della partecipazione da parte del sig. Giovanni. Il sig. Marco Mandelli versa il 30 giugno 2017 in unica soluzione con il modello F24 (codice tributo 8055 anno di riferimento 2017) l’imposta sostitutiva di 35.000 euro (pari a 437.500 euro* 8%) per non assoggettare a tassazione ordinaria la plusvalenza che sarebbe scaturita dalla vendita. Questo meccanismo consente pertanto di conseguire un lecito risparmio fiscale sui redditi diversi realizzati mediante trasferimento di una partecipazione, che, senza rivalutazione, sconterebbero l’imposizione ordinaria, pari all’aliquota Irpef (fino al 43%) + addizionali comunali e regionali, sul 49,72% dell’imponibile (plusvalenza) in ipotesi di partecipazione qualificata; mentre, in caso di partecipazione non qualificata, sarebbe applicata un’imposta sostitutiva del 26%. (Fonte Euroconference)

Dott. Maurizio Dal Mas

www.studipa.com

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Autore:afm

Pubblicato il: 23 Maggio 2017

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