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Tutto quello che occorre sapere sull’adozione In Italia l’iter dura dai 12 ai 14 mesi, quando invece la coppia presenta domanda internazionale la pratica può protrarsi anche per diversi anni

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L’adozione è un’avventura meravigliosa che conduce una coppia ad aprire il proprio cuore ad un bambino che desidera essere amato, capito ed ascoltato.

E’ fondamentale quindi che in questo percorso, la coppia affronti con la giusta consapevolezza anche le problematiche ad esso connesse quali ad esempio, il rischio giuridico, le ripercussioni legate allo stato di abbandono che il minore ha subito, il rischio sanitario, le difficoltà di integrazione e di apprendimento, nonché la ricerca delle proprie origini.

In linea generale esistono l'adozione nazionale che è l'adozione di un bambino, figlio di italiani e/o stranieri, all'interno del contesto giuridico dello Stato Italiano e l'adozione internazionale è l'adozione di un bambino straniero fatta nel suo paese, davanti alle autorità e alle leggi di quello stesso paese.

In Italia i tempi necessari per adottare sono piuttosto brevi, generalmente intorno ai 12/14 mesi dal momento della presentazione della domanda. Tuttavia, va detto, che il numero di bambini adottabili è inferiore rispetto all’adozione internazionale.

Per quest’ultima i tempi necessari per adottare sono generalmente lunghi: possono arrivare sino a 3 anni dal momento della presentazione della domanda.

I requisiti per la presentazione della domanda.

L'art. 6 della Legge n. 184/83, come modificata dalla legge 149/2001 stabilisce che l'adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, che raggiungano tale periodo sommando alla durata del matrimonio il periodo di convivenza prematrimoniale. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto.

L'età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l'età dell'adottando, con la possibilità di deroga in caso di adozione di due o più fratelli ed anche se la coppia ha già un figlio minorenne naturale, o adottivo.

Non è preclusa l'adozione quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni.

I coniugi, con i requisiti previsti dalla legge, possono presentare la dichiarazione di disponibilità all’adozione presso la cancelleria del Tribunale per i minorenni competente per territorio di residenza. Nel caso di cittadini italiani residenti all'estero, il Tribunale competente al quale ci si deve rivolgere per inoltrare la domanda, è quello dell'ultimo domicilio dei coniugi e, in mancanza di precedente domicilio, il Tribunale per i minorenni di Roma.

Per l’adozione si possono presentare più domande, anche successive e a più Tribunali per i minorenni, dandone comunicazione ai Tribunali precedentemente aditi.

Inoltre, per aumentare le possibilità di adozione, è possibile presentare una domanda per l’adozione nazionale e una per quella internazionale. La cancelleria del Tribunale per i minorenni di competenza fornisce tutte le indicazione compreso l’elenco dei documenti da porre a corredo. Nella domanda si può specificare se sussiste la disponibilità ad adottare più fratelli.

La validità della domanda è di tre anni ed allo scadere del termine può essere rinnovata ripresentando la documentazione per comprovare la permanenza dei requisiti richiesti. La domanda inoltre prevede la possibilità di esprimere il consenso ad adottare anche più fratelli o minori che si trovino nelle condizioni indicate all’art. 3 comma 1 della Legge 5 febbraio 1992 n. 104 che disciplina l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.

Una volta ricevuta la domanda di adozione ed in seguito all’esecuzione disposta ex art. 57 L.184/1983 dal Tribunale per i Minorenni competente, ai Servizi Sociali, agli psicologi ed agli organi di pubblica sicurezza del Comune di residenza degli adottanti, viene affidato un compito molto delicato per la prosecuzione del cammino che conduce all’adozione di un bambino.

In particolare, i Servizi Sociali unitamente agli psicologi avranno il compito di conoscere la coppia e di valutarne le potenzialità genitoriali attraverso l’acquisizione di ogni informazione utile sulla loro storia personale, familiare e sociale da sottoporre al vaglio del Giudice.

L’indagine merita una profonda attenzione e competenza da parte degli operatori incaricati affinché siano forniti al Giudice competente elementi utili, attraverso l’invio di una relazione psico-sociale approfondita ed il più possibile esauriente, per consentirne la valutazione dell’effettiva sussistenza dell’idoneità genitoriale richiesta.

Gli psicologi e gli assistenti sociali avranno cura di analizzare: l’attitudine degli adottanti ad educare il minore, la loro situazione personale ed economica, la salute, l’ambiente familiare, le motivazioni che li hanno condotti sino alla presentazione della domanda, la concreta possibilità che si realizzi una convivenza idonea tra adottato e adottante. Per consentire l’acquisizione di quest’ultimo elemento, gli operatori proprio in questa fase dell’iter burocratico, dovranno informare in modo corretto e completo gli aspiranti genitori adottivi sulle condizioni e stili di vita dei paesi di provenienza (Ad. Internazionale) o dei contesti (ad. Nazionale) ai quali i bambini sono abituati. Ciò consentirà anche di comprendere le aspettative dei genitori stessi e la capacità di accogliere le possibili problematiche derivanti da uno stile di vita sensibilmente diverso da quello al quale sono abituati.

E’ quindi fondamentale che vi sia un totale e dedicato impegno alla preparazione della coppia all’adozione.

Relativamente alla storia individuale degli adottanti verranno acquisite informazioni su ciascun coniuge con particolare riferimento alla famiglia di origine, studi, contesto lavorativo e gli eventi critici della propria vita, mentre passando alla storia di coppia degli adottanti si approfondiranno il momento in cui i coniugi si sono conosciuti, il matrimonio, la quotidianità condivisa, le relazioni con le famiglie di origine (i futuri nonni), i ruoli di ciascuno all’interno della coppia, le caratteristiche del rapporto sentimentale, la presenza di eventuali altri figli (naturali o adottivi), eventuali eventi critici della coppia, la presenza o meno di sterilità, gli interessi sociali e culturali ed in genere la vita di relazione.

Si prenderanno inoltre in esame l’organizzazione della vita familiare nel momento dell’indagine e la predisposizione nei confronti dell’adozione.

Questa indagine è molto significativa per comprendere le aspettative, i desideri e le paure sia della coppia che dei familiari.

A titolo di esempio, verranno acquisite informazioni su chi ha avuto l’idea per la prima volta di adottare un bambino, sulla conoscenza di altre famiglie adottive, sulle aspettative (“bambino immaginato”) e le preferenze, le eventuali divergenze di opinioni nella coppia sul tema o su alcuni aspetti. Rivestiranno poi un ruolo fondamentale nel percorso adottivo anche i familiari, conviventi e non, e le loro idee ed aspettative derivanti dalla scelta della coppia.

Ancora, si cercherà di comprendere l’adattamento della coppia all’evento attraverso la rappresentazione dei cambiamenti della vita familiare, la gestione delle eventuali difficoltà, la differenza biologica ed etnica.

Per finire, avrà luogo un’i ndagine degli organi di Pubblica Sicurezza: la Polizia e/o i Carabinieri competenti per territorio, infatti, avranno il compito di accertare la presenza di eventuali precedenti penali in capo agli aspiranti genitori. Anche la relazione degli organi di polizia verrà trasmessa al Tribunale per i Minorenni che ha in carico la domanda di adozione.

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Autore:afm

Pubblicato il: 03 Maggio 2017

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