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TREZZO SULL'ADDA

PARCO ADDA NORD: EMERSE IRREGOLARITà€, ATTI TRASMESSI A PROCURA REPUBBLICA E CORTE CONTI

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(Lnews - Milano, 27 giu) Gravi irregolarità nell'attività di gestione del Parco Adda Nord sono emerse dai controlli avviati dall'autorità regionale che ha ora trasmesso gli atti composti da 47 pagine, all'autorità competente: Procura della Repubblica, Corte dei Conti, Autorità Nazionale Anticorruzione e Inps. A darne notizia, nel corso di una conferenza stampa convocata oggi a Palazzo Pirelli, l'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi. L'AVVIO DELL'ISPEZIONE - "In seguito ad alcune segnalazioni da parte di due componenti del comitato di Gestione, pervenute nel 2016 agli uffici dell'Assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile in merito a presunti comportamenti di dubbia legittimità posti in essere nell'ambito dell'attività dell'Ente Parco Adda Nord - sottolinea Terzi, la Direzione di Funzione specialistica Sistema dei controlli, in collaborazione alla D.G. Ambiente, ha avviato una verifica ispettiva sull'Ente. L'attività di vigilanza, che ha avuto origine su mandato del Segretario Generale - precisa l'assessore - si è svolta anche in contraddittorio con l'Ente Gestore del Parco, e ha abbracciato un lasso di tempo che va dal mese di ottobre 2016 al 21 giugno 2017". IL RUOLO DELL'ARAC - "Tale attività di verifica ispettiva - prosegue l'assessore - è stata successivamente rafforzata grazie alla partecipazione dell'ARAC, l'Agenzia Regionale Anticorruzione, attraverso la collaborazione della dottoressa Giovanna Ceribelli e dal dottor Sergio Arcuri, che hanno redatto due relazioni tecniche, allegate a questo report, che si compone in totale di 47 pagine più ulteriori due allegati che entrano nel dettaglio di alcune delle contestazioni mosse da due dei rappresentanti del Consiglio di Gestione". L'ESITO DEGLI ACCERTAMENTI - "Gli accertamenti svolti - spiega la titolare lombarda all'Ambiente - hanno consentito di rilevare, in particolare, accanto a vistose e gravi irregolarità nell'ambito di molteplici e specifici procedimenti amministrativi, l'esistenza di un sistema complessivo di cattiva gestione della cosa pubblica, consistente in pratiche consolidate di sistematica violazione delle regole a tutela della concorrenza nell'affidamento delle commesse pubbliche, realizzate anche attraverso l'uso distorto e strumentale di istituti giuridici". MANCATA ATTUAZIONE ATTIVITÀ PROMOZIONE - Tra le varie contestazioni, figura anche la mancata attuazione dell'attività di promozione ambientale tramite un call center dedicato, prevista in seguito all'erogazione da parte di Regione Lombardia al Parco Adda Nord, di fondi europei per un importo pari a 37mila euro, in occasione di Expo. TRASMISSIONE DEGLI ATTI - "Alla luce di quanto emerso dalle nostre indagini, in considerazione degli aspetti di rilievo penale ed erariale emersi - sottolinea Terzi - si è deciso di trasmettere gli atti conclusivi della verifica alle autorità inquirenti. Degli esiti della verifica verrà informata anche l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), in ragione delle plurime violazioni della disciplina in tema di appalti e di trasparenza rilevate, nonché ulteriori autorità pubbliche a vario titolo interessate per materia (INPS, Autorità di gestione POR FESR 20017-2013, Autorità di Audit fondi UE), in considerazione della varietà delle violazioni emerse". REGOLAMENTI ATTUATIVI - "In occasione della redazione dei regolamenti attuativi della nuova legge regionale sulle Aree protette entrata in vigore a fine novembre 2016 - conclude Terzi - l'amministrazione regionale potrà senz'altro cogliere l'occasione per introdurre un sistema efficace di controllo sull'attività degli Enti Parco, al fine di prevenire l'insorgere di irregolarità". (Lnews)

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Autore:cca

Pubblicato il: 27 Giugno 2017

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